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Galestro è il nome di una roccia tipica
della Toscana che dà luogo a terreni particolarmente vocati sotto
il profilo qualitativo per la produzione vinicola; questa roccia dalla
struttura scagliosa si sbriciola dando luogo a terreni soffici, caldi,
permeabili dove la vite raggiunge un massimo di livello qualitativo.
Non è senza significato quindi se la produzione del Galestro è
legata alla vinificazione diretta delle uve da parte degli imbottigliatori
in maniera che si venga a creare una stretta interdipendenza fra fase
produttiva viticola e fase enologica per cui il prodotto si realizza nell'ambito
dello stesso periodo vendemmiale e non con successivi tagli di prodotto
eseguiti nel corso dell'anno. Le aziende che per prime avevano progettato
l'iniziativa si riunirono in una struttura consortile che rapidamente
raggiunse circa 80 associati con una base produttiva di circa 1.000 ha
di vigneto e 14 aziende imbottigliatrici che provvedono alla elaborazione
e vinificazione delle proprie uve o di quelle delle altre aziende che
partecipano al Consorzio.
Da questa iniziativa scaturirono immediatamente due risultati positivi.
- Sviluppare l'attenzione dei produttori
verso le nuove tecniche di vinificazione, per cui venne presa massima
coscienza delle tecniche di fermentazione a bassa temperatura, dell'importanza
delle pressioni soffici delle uve, della cura nella selezione delle uve
al momento della raccolta e nel suo anticipo in maniera da poter abbinare
la loro massima integrità alla bassa gradazione alcolica.
- Una chiara dimostrazione di come il settore produttivo vinicolo, specialmente
per i vini di pregio, si sviluppi in maniera verticale in quanto ogni
fase è strettamente collegata alle altre sia per quanto riguarda
il risultato tecnico che quello economico, per cui è l'intero settore
produttivo e distributivo sul quale si ripercuotono i risultati delle
scelte operate nelle altre fasi.
E' in questo modo che il Galestro è stato
il simbolo della rivoluzione tecnologica toscana ed in parte l'elemento
traente delle innovazioni che hanno fatto balzare la Regione Toscana ai
vertici dell'immagine della produzione enologica nell'ambito nazionale.
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